VITO TETI

E’ ordinario di Etnologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Va indagando da oltre 30 anni i temi della costruzione identitaria, della melanconia e della nostalgia, dell’antropologia dei luoghi e dell’abbandono, del rapporto tra antropologia e letteratura. È autore di reportage fotografici e ha realizzato numerosi documentari etnografici in Calabria e in Canada per conto della Rai.

Tra le sue pubblicazioni, Le strade di casa. Visioni di un paese di Calabria, con S. Piermarini (1983); La razza maledetta. Origini del pregiudizio antimeridonale (1993); La melanconia del vampiro. Mito, storia, immaginario (1994); Il senso dei luoghi. Memoria e vita dei paesi abbandonati (2004); Storia del peperoncino (2007); Maledetto Sud (Einaudi, 2013); Pietre di pane (Quodlibet, 2014); Terra inquieta. Per un’antropologia dell’erranza meridionale (Rubbettino, 2015); Fine pasto. Il cibo che verrà (Einaudi, 2015); Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni (Donzelli, 2017).