VIBO VALENTIA – È andata in archivio la quarta giornata del Festival Leggere&Scrivere. Una giornata caratterizzata da arte, attualità e tanta musica. Una nuova pagina della kermesse vibonese che continua a registrare presenze di pubblico e apprezzamenti dagli addetti ai lavori.

Parole e musica. Un binomio indissolubile come è emerso nel dialogo che Nicola Fiorita ha intavolato insieme agli artisti Eman e Barreca. Entrambi giovani e di origini calabresi sono accomunati dal fatto di essere autori dei propri testi musicali. Una dote che li rende “privilegiati” strumenti per comunicare in maniera diretta con il pubblico esprimendo la parte più autentica dell’“io” artistico. «La parola per me è stata una sorta di psicoterapia per superare un periodo di apatia. Dare peso alle parole significa, di contro, dare importanza anche alle pause, ai silenzi, agli spazi per ricomporre le idee in un mondo segnato dalla prevaricazione» ha spiegato Barreca che ha intitolato il suo ultimo brano “Il peso delle virgole”. Anche il cantautore catanzarese Eman, al secolo Emanuele Aceto è un “artigiano della parola”: «Significato e musicalità viaggiano di pari passo nelle mie composizioni. Il brivido più grande è presentarsi davanti al pubblico per comunicare qualcosa. La musica mi spoglia di tutto ciò che devo indossare ogni giorno per vivere in un mondo che non mi piace».

Quarta scoppiettante giornata del Festival Leggere&Scrivere: musica in primo piano da Eman a Voltarelli 1Drusilla Foer da vera padrona della scena ha regalato sorrisi e spontaneità in un siparietto con l’artista Peppe Voltarelli che con maestria è riuscito a far emergere la personalità di un’artista fuori dagli schemi e a tratti irriverente. Autentico stupore è arrivato quando Drusilla ha deciso di raccontare della sua infanzia trascorsa nella campagna di Siena e di proclamarsi una profonda ammiratrice di quella cultura contadina in cui sono riposti insegnamenti che l’hanno accompagnata nel viaggio della sua vita. «Bisogna sempre cercare le cose che ci emozionano. Sulle corde dell’emozione non ci può ingannare nessuno». Poi, tanti i temi toccati e la capacità di affrontarli con profondità condita da una buona dose di sarcasmo. A proposito del Ddl Zan è stata perentoria: «Dal Parlamento è arrivato un grande segnale di inciviltà. Mi sono vergognata nel vedere parlamentari che hanno gioito per aver affossato questa legge. La classe politica dovrebbe pensare che viviamo in un Paese in cui ci sono numerosi, troppi, suicidi di omosessuali. Bisognerebbe provare a dare modo a queste persone di vivere bene».

Tante le presentazioni nel pomeriggio: Antonio Ludovico con Luca Biagi ha presentato “C’era una volta in Italia. La settima arte in 100 capolavori del cinema italiano”. Mario Greco ha presentato il suo libro fotografico “Calabria Storie di uomini e di terre” con Demetrio Guzzardi. Bruno Berlingieri ha presentato “Diana Recco”. Incontro su “Maternità Surrogata” con Giuseppe Cricenti, Costanza Jesurum e Simone Tropea moderati da Anna Mallamo.

Federico Zatti con “Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince” con Eleonora Cannatelli. Lorenzo Marone ha presentato “Il bosco di là” con Filippo La Porta, Alesio Lasta ha presentato “La più bella. La Costituzione tradita. Gli italiani che resistono” con Ignazio D’Angelo e Enrico Mignolo. Matteo Ziloccchi “Il corvo di Palermo” con Raffaella Barbuto (Ass. Libera), Maurizio Fiorino “Macello” con Filippo La Porta. Gianluca Veltri “L’odore dell’arrivo” con Caterina Simoncini. Quindi il dibattito promosso dall’Anpit sul divario Nord-Sud alla presenza del direttore Svimez Luca Bianchi, di Natale D’Amico, consigliere della Corte dei conti, Antonio Preiti, economista, Federico Iadicicco, presidente nazionale Anpit e Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal.

A chiudere, la partecipata esibizione di Peppe Voltarelli che ha portato sul palco il suo spettacolo “Planetario”.