Una giornata all’insegna dell’arte in senso ampio, in cui hanno trovato spazio la musica, le sfilate, i libri. Ed ancora, dibattiti sull’attualità, il mondo politico e le risorse dell’Europa. Un’altra straordinaria giornata di cultura vissuta al Festival Leggere&Scrivere di Vibo Valentia grazie all’alternarsi di ospiti ed eventi.

Le Politiche per Il Sud al Leggere&Scrivere. Nesci: «Servono nuove competenze», Mammoliti: «Basta rassegnazione»Da Nicola Fiorita che ha presentato “Padre vostro” del collettivo Lou Palanca, a Catia Acquesta che si è soffermata su un tema tristemente all’ordine del giorno come la violenza sulle donne, col suo “Mia o di nessun altro”; dal sommo poeta declinato in musica, con Murubutu e il suo “Dante a tempo di rap”, al racconto particolare di Michele D’Ignazio con “Il mio segno particolare”. Con Spartaco Pupo si è fatto poi un tuffo nella filosofia alla ricerca dei grandi scettici del pensiero politico occidentale, tornando invece alla musica dei mitici anni ’60 con la rivoluzione dei Beatles grazie a Gigi Giancursi e Orlando Manfredi. Spazio anche a un tema delicato come quello dell’autismo, con gli interventi di Beppe Stoppa, Cristina Finazzi, Paola Giuliani, Francesca Iorfida e Enrico Mignolo. Alessandro Riccioni e Silvana Sola hanno parlato del progetto di Bill, la biblioteca della legalità tra responsabilità, conoscenza e diritto. Ed ancora, Gregorio Ferrari ha presentato “La mia resurrezione”, accanto a Gabriella Romano che ha presentato “Gli abbracci non dati”. Particolarmente interessante il reading musicale dell’attore vibonese Dario Costa, accompagnato da Alessandro Marzano alle percussioni e Andrea Militano alle tastiere.

Musica, sfilate e come sempre libri: un altro grande successo la terza giornata del Festival Leggere&Scrivere 2È stata dunque la volta del giornalista Antonio Talia, che col suo libro “Milano sotto Milano”, dialogando con Stefano Mandarano, ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella metropoli, la cosiddetta capitale economica d’Italia, dove l’economia, però, troppe volte è sporca e inquinata. «Milano negli anni dell’Expo, a cavallo del 2010, è cresciuta del doppio rispetto al resto del Paese. Gli investimenti erano enormi, tanto quanto gli appetiti della criminalità organizzata. Che non ha fatto fatica ad invadere l’economia legale, forte del timore che incute ma anche – ed è qui il vero problema – dell’accondiscendenza di una classe politica e imprenditoriale che spesso non si è fatta remore nell’accettare passivamente, se non addirittura nell’andare a cercare, il sostegno e la protezione dei clan. Pagando a caro prezzo questa scelta».

Di amore e disamore nella coppia e nella famiglia si è parlato con le relazioni di Alessandra Cagnazzo, Anna Fazzari e Caterina De Luca , mentre l’archeologia ha preso la scena con “Uomini e merci tra Sicilia e Bruzio”, grazie a Fabrizio Mollo e Fabrizio Sudano. La politica ha fatto ingresso nel dibattito del Festival con la partecipazione del sottosegretario per il Sud e la Coesione territoriale, Dalila Nesci, e del consigliere regionale Raffaele Mammoliti per discutere di Europa e di investimenti in Calabria. Massimo Veltri ha presentato invece “Lo zio americano” dialogando con Raffaele Suppa, mentre Vittorio Mancuso ha parlato di “Una storia che nessuno saprà mai” con Sarah Procopio.

Col focus di Mario Caligiuri sul rapporto tra “Giulio Andreotti e l’Intelligence” si è fatto un tuffo nella storia politica dell’Italia e nei rapporti con l’estero, mentre Gennaro Toscano ha presentato “A travers la Calabre napoleonienne”. La musica nella sua forma educativa è tornata protagonista grazie agli interventi di Santina Spinelli, Gianfranco Cambareri e Caterina Staropoli.

A catalizzare l’attenzione di circa duecento persone è stato il maestro orafo Gerardo Sacco, che nel presentare il libro di Francesco Kostner “Come l’araba fenice”, il quale ha raccolto i suoi pensieri nati durante il primo lockdown, ha riflettuto sulla vita e la sua carriera, sugli inizi con un destino da muratore o da barbiere che ha abbandonato sul nascere: «Non mi andava di stare a spazzare capelli… Ebbi un incontro fortunato con colui che diventerà il mio primo maestro, Carmine Rocca, e la mia vita cambiò». Cosa è diventato Gerardo Sacco nel mondo è ormai storia. Nell’occasione, gli splendidi gioielli del maestro orafo sono stati apprezzati dal pubblico grazie ad una apposita sfilata.

Si è tornati poi ai libri, con Leonardo Panetta che ha spiegato perché siamo il “malato d’Europa”, grazie al suo libro “Recovery Italia” in cui ha dialogato con Fabio Signoretta sul perché l’Italia sia stata destinataria dei fondi del Recovery in maniera cospicua e sui retroscena delle trattative europee, tra “pregiudizi” degli altri ed errori tutti italiani. Cristiana Buccarelli ha invece raccontato “I falò nel bosco”, storia di due donne libere vissute tra Cinque e Seicento. La terza ricchissima giornata si è conclusa ancora una volta in musica, sulle note di Mozart e Beethoven nell’interpretazione del duo Pieranunzi-Cannavale, con violino e pianoforte.