VIBO VALENTIA – Una nuova mattinata all’insegna dell’arte, in cui saperi e discipline diverse si sono mischiati per dare vita a confronti di grande interesse. Il Festival Leggere&Scrivere di Vibo Valentia, oggi alla giornata conclusiva, ha vissuto una mattinata all’altezza delle precedenti con grandi ospiti e temi che hanno spaziato dall’attualità alla storia, dalla letteratura in senso stretto al cinema calabrese, passando per il racconto delle immagini dal Rinascimento a Instagram.

Cinema, musica e libri continuano ad animare l’ultima mattinata del Festival Leggere&Scrivere 1

La Porta, Luzzo e Dara

Grande interesse ha suscitato l’incontro con Domenico Dara e il suo “Malinverno”, «storia di un bibliotecario – ha spiegato l’autore -, guardiano del cimitero in un paese calabrese. È un libro che rappresenta un modo di avvicinarsi alla lettura attraverso gli occhi di un personaggio apparentemente borderline». Ma come fare per avvicinare i ragazzi ai libri? «Bisogna far capire la capacità che i libri hanno di svelarci chi siamo veramente. Io penso che ci sia bisogno di esempi positivi, quindi invito tutti a seguire gli esempi di chi ci sta vicino». L’autore è stato accolto in maniera calorosa dal giovane pubblico del Festival, con alcuni ragazzi in fila per la firma sulla propria copia: «Tutto questo è molto gratificante. Io ho poi un’attenzione particolare per questa fascia di lettori, visto che sono padre di tre figli che hanno grosso modo la loro stessa età, e mi rendo conto della difficoltà che questa generazione ha di approcciarsi alla lettura, per cui quando questo avviene, quando vedo i ragazzi con un libro in mano, sono molto contento».

Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi hanno presentato “Tra cielo e terra. In viaggio con Dante Alighieri e Marco Polo”, mentre Andrea Cotti ha parlato de “L’impero di mezzo” dialogando con Maria Grazia Petracca. Di “Come funzionano le immagini dal Rinascimento a Instagram” ha argomentato Riccardo Falcinelli. Giacomo Pinelli ha presentato “Camilla e altre nuvole”, mentre con Simone Lenzi è tornata protagonista la musica con “Per il verso giusto, un piccolo viaggio per chitarra, voce, musica e parole nell’artigianato del songwriting”. E mentre nello spazio Ammirà il procuratore Nicola Gratteri, dialogando con Mimmo Famularo, intratteneva il foltissimo pubblico del Festival col suo “Non chiamateli eroi”, nello spazio Capialbi a farla da padrone era il cinema.

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Pileggi, Mallamo, Criaco e Casadonte

In particolare il tema “Le strade tortuose del cinema calabrese”, su cui, moderati da Anna Mallamo, si sono confrontati il regista Francesco Pileggi, lo scrittore Gioacchino Criaco e il produttore e ideatore del Magna Grecia Film Festival Gianvito Casadonte.

Criaco, partendo da Anime nere, ha raccontato la difficoltà nell’affermarsi, ammettendo che forse senza quella sua opera prima e il successo che ne è seguito non avrebbe avuto una strada agevole nel pubblicare i libri successivi. «La Calabria è stata relegata in un angolo buio per molto tempo, e un po’ forse anche per colpa nostra. Il nostro traguardo deve essere quello di poter raccontare liberamente, serenamente, una terra fuori dagli stereotipi, come avviene altrove. Noi purtroppo non abbiamo ancora raggiunto questa libertà». Pileggi ha invece parlato dell’importanza del cinema nello sviluppo, ed a volte nell’emancipazione vera e propria, di un territorio. «Ci sono zone dove un cinema o un teatro non si sono mai visti. Eppure diventa fondamentale riuscire a penetrare». Casadonte, partendo dalle difficoltà iniziali incontrate nell’organizzazione del suo Magra Grecia, giunto ormai alla 18esima edizione, si è soffermato su quello che a suo dire è il male endemico dei calabresi: «Lamentarsi. Purtroppo – ha detto – tendiamo a lamentarci anziché rimboccarci le maniche. Il mio invito – ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi – è questo: trovate un vostro obiettivo e lavorate per realizzarlo senza lamentarvi altrimenti sarete risucchiati dal lamento. La Calabria è stata ignorata per troppo tempo e rappresentata male, l’unica arma che abbiamo è essere complici tra di noi per uscire da questa situazione».

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Carlomagno e Mandarano

La mattinata si è conclusa con la presentazione di “Nero Lucano” da parte di Piera Carlomagno, che ha dialogato con Anna Mandarano. E con la musica travolgente, tra pizzica e canti d’amore, del trio salentino Massimiliano De Marco, Federico Laganà e Giuseppe Anglano e le danze di Veronica Calati.