Giulio Ferroni

Classe 1943. Storico e critico letterario. Lui si definisce così: «Sono un critico che, di solito, gli autori di best seller non li ama e verso i quali non coltiva nessun’indulgenza». Dal 1982 è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma “La Sapienza”. Allievo di Walter Binni, in un primo tempo si dedicò allo studio del teatro del Rinascimento e del Settecento, per poi estendere la sua ricerca alla produzione letteraria contemporanea. Critico, saggista e collaboratore di diverse testate, Tra le sue opere, la Storia della letteratura italiana in 4 volumi, Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura e La scuola sospesa editi da Einaudi; La scena intellettuale. Tipi italianiPassioni del Novecento e Machiavelli, o dell’incertezza pubblicati da Donzelli. Da ultimo, Dopo la fine (Donzelli, 2010), Scritture a perdere (Laterza, 2010), Gli ultimi poeti. Giovanni Giudici e Andrea Zanzotto (Il Saggiatore, 2013). Con lo pseudonimo di Gianmatteo del Brica, ispirato a Machiavelli, ha pubblicato le Lettere a Belfagor.  Attualmente collabora alle pagine culturali de “l’Unità”.