Quarta giornata di Leggere&Scrivere, il festival letterario giunto alla settima edizione, con tanti appuntamenti che hanno registrato partecipazione e curiosità del pubblico. Nel pomeriggio di oggi è stata la volta del filosofo Armando Massarenti, del fotografo Lorenzo Cappellini, e di altri ospiti di livello nazionale. L’ex presidente della Camera Luciano Violante ha presentato con Marta Cartabia Giustizia e mito (Il Mulino, 2018), una riflessione che spazia tra coscienza individuale e ragion di stato. Cartabia, che è la vicepresidente della Corte costituzionale e docente di Diritto costituzionale, ha esordito: “Abbiamo provato a mettere per iscritto il nesso tra diritto e tragedia greca tramite le opere di Sofocle, Edipo re, Edipo a Colono, Antigone, sono intrecciati i maggiori problemi giuridici del mondo antico e di quello moderno. Dopo un’introduzione scritta insieme, io mi sono concentrata su Edipo re – traditore e tradito – e il presidente Violante sulla figura di Antigone”.
Due dei maggiori giuristi italiani, quindi, si sono uniti per indagare su legge, morale, religione. “Lex e ius, come risolvere il problema?”, ha detto Violante. “Il periodo storico di cui parliamo si riferisce a circa 25 secoli fa, periodo importante per la Grecia” alla luce della nascita delle polis. “Le regole della famiglia, nella quale è centrale il ruolo della donna, quindi si affiancano alle regole politiche. Gli uomini non sono in grado di risolvere i conflitti. E in Grecia non c’è la Corte costituzionale, se non c’è Dio la tragedia è inevitabile” ha detto ancora Violante.
La vicepresidente della Corte costituzionale si è poi soffermata sulla figura di Antigone, simbolo dell’emancipazione femminile e della libertà di coscienza per essersi opposta al potere di Creonte, chiedendosi: “Il tema di Antigone appassiona giuristi? Che riflessione offre? Nella tragedia di Edipo re troviamo il ritmo di un giallo o di un’inchiesta giudiziaria. O passaggi simili a un processo penale”. E poi: “Edipo è la causa dei mali della città ma non è un male intenzionale. E’ un tiranno buono, eppure la sua limitazione di non sapere lo porta a distruggere la polis Tebe, che in precedenza ha liberato. Nel linguaggio greco ciò rappresenta la limitatezza umana”.

Ha concluso Violante: “Creonte deve governare la città ma fa prevalere gli interessi familiari. Ma ha responsabilità di governo. Chi governa deve saper gestire i conflitti, la saggezza sta appunto nel capire quando deve fermarsi e mediare. I doveri? Se i diritti hanno effettività è per i doveri. La conoscenza, lo studio, l’approfondimento, sono frutto del dovere. Il sacrificio fa parte della vita”, ha concluso l’ex magistrato.