Pollice in giù per quanto riguarda lo stato di salute della sanità pubblica calabrese. Èquanto emerge dall’analisi contenuta nel Report sulla sanità calabrese dopo il piano di rientro a cura del dottor Soccorso Capomolla, direttore del reparto di cardiologia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro. .

 Secondo questo studio il piano di rientro è fallito per quanto riguarda determinati aspetti. Il primo neo è il mancato recupero dell’equilibrio economico; segue l’incapacità di erogare i livelli essenziali di assistenza. Ma non basta, nel report del dottor Capomolla si evidenziano altre lacune: la geografia dei servizi sanitari dopo il piano di rientro è caratterizzata da un impoverimento del layout ospedaliero. In altre parole: meno posti letto, poche attrezzature, meno personale medico e parmedico, difficoltà a trasferire le competenze professionali alle nuove generazioni.

È possibile invertire la rotta? Per il dottor Capomolla la risposta è sì. Bisogna tirarsi su le maniche e percorrere altre strade. «Sembrerà strano – osserva il dottore – la vera rivoluzione sta nel riacquisire la capacità di fare le cose ordinare. È, inoltre, indispensibile un recupero di coerenza tra ciò che si dice e quello che si fa» sottolinea il dottore

L’inizio di un ciclo virtuoso tocca, innanzitutto, la politica nazionale: bisogna rivendicare un nuovo layout rimodulando l’offerta di letti, attrezzature e risorse umane. Anche sul piano regionale c’è molto lavoro da fare: «Il management – afferma il dottor Capomolla – deve essere reclutato non in base ai titoli, ma alle capacità verificate. È necessario , inoltre, poter contare su un mandato più lungo per lavorare in modo strategico e programmato». Su questo punto si rivela un dato interessante: in Calabria un responsabile del management rimane in carica circa 17 mesi contro i 4 anni e mezzo del Veneto.

Il dottor Capomolla sottolinea il ruolo della governance del Dipartimento salute della Regione: deve essere in grado non solo di programmare, ma anche di governare i percorsi opertivi sul territrio attaverso l’opera del Dipartimento interaziendale. Questo processo può avere una ricaduta positiva sia sul grado di equità dell’offerta, sia su quello dei livelli occupazionali nel settore.

Infine, il dottor Capomolla evidenzia: «Spetta ai medici il recupero del value della prestazione, ovvero il rapporto tra spesa e risultati ottenuti».