Nel pomeriggio della penultima giornata del festival Leggere&Scrivere 2018 il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco ha presentato I baci sono definitivi(La Nave di Teseo).

“Perché i baci sono definitivi?” ha chiesto Barbara Tomasino che ha conversato con Buttafuoco. “Nell’apparente banalità della vita si conserva lo straordinario, un qualcosa di infinitamente alto in qualcosa di infinitamente piccolo. Tutto quello che può sembrare abitudine custodisce un’astuzia. Il definitivo è qualcosa che ci marchia”.

Ogni giorno Buttafuoco racconta un nuovo episodio. Immaginando persone che conversano tra loro in metropolitana, dà voce all’invisibile. Forte è la sua sensibilità nei confronti dei diseredati del mondo: “Stavo parlano al telefono con un amico che stava prestando servizio a Ventimiglia e io immaginavo scene di distruzione”.

“La perfezione risiede nell’inganno?” Buttafuoco ha affermato che è l’imperfezione a rendere perfetta ogni cosa e a consentire di tenere vivo il sentimento di adesione con se stessi. Ma non solo, la perfezione, la ricerca maniacale della parola è parte dello stile di Buttafuoco. “Una cosa è l’ombrello che ripara dalla pioggia, un’altra cosa è immergersi nell’acqua per ripararsi dalla pioggia.”

 “La scienza è tutta lì: avere un quaderno e una penna, scrivere per vedere la realtà con altri occhi” ha concluso Buttafuoco.