Maurizio Insardà: Noi di Calabria insieme al festival per una regione all’insegna della culturaÈ nata a giugno, ma sa già dove vuole andare. È noidicalabria.it, la nuova testa giornalistica diretta da Maurizio Insardà.

 «Questa nuova testata – afferma Maurizio Insardà – punta non a fare concorrenza, ma ad arricchire il panorama giornalistico della Calabria».

C’è una regione con molte facce da raccontare, con le sue eccellenze, i protagonisti del mondo della cultura, della scienza, dell’impresa che si distinguono in casa e all’estero; ci sono anche le cose che non vanno: «Noi di Calabria racconta tutto» sottolinea Insardà.

La passione per la cultura ha fatto incontrare Noi di Calabria con il Festival Leggere&Scrivere. «Apprezzo l’impegno di Gilberto Floriani e Maria Teresa Marzano a offrire un terreno per il confronto delle idee, la cultura è un humus che può far crescere il territorio» osserva Insardà.

Noi di Calabria cura all’interno del programma tre incontri: la presentazione del libro dell’ambasciatore Antonio Morabito, Moderne odissee, Viaggio consapevole tra gli irrisolti drammi e i grandi cambiamenti del nostro tempo; il grande giornalista sportivo Italo Cucci con Boniperti, dedicato all’indimenticabile ex giocatore ed ex presidente della Juventus; il progetto Liberi di scegliere, a cura di Roberto Di Bella che affronta la piaga della criminalità minorile in Calabria.

Date e orari degli appuntamenti sul programma.

La testata ha un focus sulla cultura, e da qui nasce la sinergia con il Festival Leggere&Scrivere.

«Mi piacciono le sale di Palazzo Gagliardi, mi piace il clima che si respira al Festival Leggere&Scrivere. Apprezzo lo sforzo di promuovere un dibattito culturale che coinvolge e arricchisce il territorio: vuol dire che si può fare cultura ad alto livello anche lontano dalle grandi città». È una vera e propria dichiarazione d’amore per la nostra manifestazione quella di Carmine Pinto, scrittore nonché docente di storia contemporanea all’Università di Salerno.

Da qui il desiderio di ritornare a Vibo Valentia per presentare il suo ultimo lavoro La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti (Laterza). Afferma Pinto: «il libro affronta il modo in cui l’unificazione italiana ha conglobato il sud e come il Mezzogiorno ha influenzato questo processo. Da qui l’attenzione su una serie di attori: dagli unitari italiani, ai borbonici, ai briganti appunto. Si tratta di un contesto sociale, politico, culturale complesso».

È un’opera storiografica che ha colto entusiasmi alla stregua di un romanzo: «Non nascondo la soddisfazione, il libro ha avuto un riscontro positivo nel mondo accademico, ma anche tra il pubblico» osserva Pinto.

 «Al contrario di quanto si pensi – conclude Carmine Pinto – le persone hanno fame di storia, desiderano approfondire una serie di tematiche; ho avuto la stessa accoglienza e avvertito lo stesso livello di partecipazione, a nord come al sud, nelle grandi fiere del libro come nelle presentazioni in piccoli centri». Prossima tappa, il Festival Leggere&Scrivere.