Durante il primo appuntamento del pomeriggio, la giornalista del TG2 Luciana Capretti, ha presentato il suo nuovo libro La jihad delle donne (Salerno, 2017). Durante l’incontro l’autrice ha dialogato con Eleonora Cannatelli, toccando con maestria e in modo incisivo CAPRETTI_libroalcune fra le tematiche fondamentali relative al ruolo delle donne nella cultura musulmana. Partendo dalla percezione dell’Islam scaturita nel mondo occidentale in seguito agli avvenimenti dell’11 Settembre 2001, Luciana ha fornito una rilettura in chiave femminile del concetto di jihad o “guerra santa”, intesa quindi come sfida con se stessi e tensione verso il miglioramento. Ed è in quest’ottica che le donne di cultura musulmana, in particolar modo le studiose e teologhe islamiche, prendendo come esempio la figura di Hajar, personaggio biblico eletto a simbolo di “madre abbandonata” e forza femminile, si sono battute e si battono contro le interpretazioni stereotipate degli insegnamenti del Corano, contro le letture della storia e della religione in chiave maschile e contro una visione violenta dell’Islam. Le donne islamiche desiderano al contrario, pur consapevoli del tempo che questi cambiamenti richiederanno, superare l’dea di separazione e di barriera tra i sessi, superare l’idea del velo come imposizione associandolo invece a una scelta femminile consapevole. Diffondere, infine, una nuova idea di Islam basata su uguaglianza, consapevolezza e unità.