«Uscite e guardate la vita!» Questa l’esortazione agli studenti da parte di Leo Gullotta, uno degli ospiti più attesi del Festival Leggere&Scrivere.

L’attore, durante l’incontro tenutosi questa mattina nell’Auditorium del Liceo Classico di Vibo Valentia, ha presentato il libro “Mr. Gullotta, my huge pumpkin” di Elvia Gregorace (Carratelli, 2016), autrice catanzarese che ha voluto dedicare un saggio alla carriera e all’umanità di uno degli attori più amati dal pubblico italiano. Come Leo sottolinea, il suo incontro con l’autrice è stato casuale ed è scaturito da un senso di fiducia reciproca che ha portato l’attore haLeo_Gullotta_ rispondere alle domande che la scrittrice voleva rivolgergli. I contenuti del saggio verranno discussi e approfonditi questa sera stessa nell’ambito di un incontro tra Elvia e Leo che si terrà alle 21 a palazzo Gagliardi.

Rivolgendosi agli studenti, Leo ringrazia il preside del Liceo Classico Raffaele Suppa e l’editore Carratelli, entrambi presenti all’incontro, ed esprime parole di apprezzamento per il festival e la sua organizzazione: «Quest’evento sottolinea Gullotta – è una grande opportunità per guardare, ascoltare, stuzzicare la mente, imparare a osservare la realtà con occhio critico, e per venire a contatto con autori, opere e pensieri diversi. Eventi come questi aprono la mente, in particolar modo in un’età di passaggio, quella in cui si devono compiere delle importanti scelte per il proprio futuro.»

Ed è su questo che si incentrano le sue parole: «Oggi si usa troppo spesso la parola giovani – ammonisce Gullotta – e in modi privi di significato. I giovani si sentono spesso spiazzati dai sogni che hanno e dall’impossibilità o dalla paura di realizzarli. Al contrario, il primo passo per giungere a questa realizzazione consiste nell’aprire gli occhi, guardarsi intorno con curiosità e voglia di imparare, definire in modo attivo la qualità della vita. Leggere per attraversare vite diverse, usare internet con consapevolezza per apprendere, chiedere spiegazioni quando siamo attraversati dal dubbio e, per riuscire a costruire una società migliore, basata sul pensiero, toglierci l’abitudine a “fare spallucce” di fronte a quel che non ci piace o non ci convince, ma andare a fondo, analizzare, capire, farci stuzzicare dalle cose senza viverle passivamente. Si tratta di uno sforzo che vale la pena compiere quotidianamente.»

Ancora Gullotta: «Bisogna essere curiosi, uscire e guardare la vita! Aprirsi agli altri, lavorare sempre con attenzione e onestà e in qualunque campo, e non dimenticare mai la nostra memoria storica e la ricchezza culturale e ambientale del nostro Sud, terra da sempre caratterizzata da apertura e multiculturalismo. In breve, qualsiasi strada si intraprenda, ci esorta a sorridere a chiunque attraversi la nostra strada.»

E, in linea con le sue parole, Leo si avvicina ai ragazzi li invita a rilassarsi e a porgergli tutte le domande che desiderano: e discorre, con l’ironia e la simpatia di sempre, dei ruoli che ha interpretato, dei personaggi che ha amato e del significato che fare teatro ha avuto nella sua vita come forma di comunicazione e di apertura verso gli altri.

Una grande lezione di umanità che Leo Gullotta ha concluso con la lettura di alcuni versi del poeta siciliano Ignazio Buttitta: parole che, si augura, possano veicolare un messaggio intriso di valori e positività per il futuro.