L’archeologo Ermanno Arslan: “Qui una meravigliosa tradizione storica” 1Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria vibonese, l’archeologo Ermanno Antonio Arslan è giunto a palazzo Gagliardi ospite del festival Leggere&Scrivere 2019 per raccontarsi e raccontare la sua esperienza calabrese. Tanti i suoi ricordi tra lo Jonio catanzarese e l’antica Hipponion, supportati dalla proiezione delle immagini degli scavi archeologici dell’epoca.

Arslan ha un forte legame infatti con la Calabria e, in particolare, con la città di Vibo Valentia nella quale giunse per la prima volta nel 1966, tre anni dopo fa una delle maggiori scoperte archeologiche della città, la Laminetta orfica di età greca. “Arrivo qui – ha spiegato Arslan, al quale durante l’incontro è stato consegnata una targa dalla Fondazione Antonino Murmura di Vibo – per organizzare l’inaugurazione del Museo archeologico di Vibo, di cui nel 2019 ricorrono i 50 anni dalla nascita. Mi immergo in una comunità che non conoscevo, venendo da nord, e incontro la Luppino, Sabbione e tanti altri. Ricordo con grande piacere la mia squadra di lavoro. Ci siamo trovati difronte ad una estesa necropoli nel centro della città dove, all’interno di una tomba, ho trovato la Laminetta”.

“Mi piace ricordare – ha detto ancora – anche un’altra emozionante scoperta, in una tomba del sesto secolo avanti Cristo trovo al fianco di un defunto una spada e un pugnale. Bene, capisco subito che le cose non funzionano. Chiamo l’esperto Renato Peroni, il quale arriva alla stazione di Vibo Marina pochi giorni dopo. E mi dice: ‘questi reperti sono del dodicesimo secolo avanti Cristo’, documentando quindi la presenza Micenea a Vibo, porto di approdo dalla Grecia da tempi antichi. Ora si trovano al Museo archeologico di Reggio Calabria. Qui – ha concluso Arslan – si trovano dei capolavori, avete una meravigliosa tradizione storica, andate a vederli”.