Quattro curatori delle mostre d’arte installate in occasione del festival Leggere&Scrivere 2018, moderati dalla giornalista Carla Monaco, hanno discusso sulla sensibilità dei calabresi nei confronti dell’arte. La loro è stata una conversazione interattiva, che ha coinvolto anche il pubblico. Parola ad Antonio La Gamba, curatore dell’installazione “l’Uomo Barca” nell’atrio del Palazzo Gagliardi, che lamenta la sordità delle istituzioni. Secondo l’artista, il fine dell’arte è trasmettere emozioni, dunque donarsi ai fruitori.

Per Anna Corcione, artista concettuale e ideatrice dell’installazione “La Mia Casa”, è fondamentale la responsabilizzazione del pubblico: “senza arte tutto è piatto, quando c’è arte c’è cultura”.

La fotografa Francesca Procopio crede che la condivisione sia necessaria per la crescita. La sua mostra fotografica è un viaggio introspettivo che esce dagli schemi fotografici tradizionali. “Purtroppo” – ha detto – “mancano dei contenitori dove fare arte e ciò scoraggia i giovani talentuosi”, ciononostante invita ad insistere.

Gianfranco Russo, direttore d’orchestra, sogna una società a mo’ d’orchestra “dove ognuno fa la sua parte, ma insieme si crea armonia”.

A fine incontro, la moderatrice invita a riflettere: “Perché l’arte non è una consuetudine?”. Colpa della crisi? Colpa del disinteresse? O del campanilismo?