Il professore Ercole Giap Parini, docente di Sociologia generale nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria e Olimpia Affuso, PhD in Sociologia, insegnante di Comunicazione pubblica all’Università della Calabria e Sociologia all’Università “L’Orientale” di Napoli, hanno presentato la raccolta di saggi Amor sacro e amor profano. Di alcune forme ed esperienze dell’amore contemporaneo (Pellegrini).

L’opera è una raccolta di saggi che analizzano l’amore e l’influenza che quest’ultimo ha sulla società e viceversa. L’amore viene osservato da prospettive differenti, in particolare quella del sociologo e quindi viene visto come fenomeno relazionale. Vengono presi in analisi diversi frame relativi all’innamoramento; un saggio studia quanto dell’amore è effettivamente presente nelle canzoni e nei film, un altro quanto il contesto culturale e l’educazione che viene impartita possano influenzare il modo di amare e la conseguente visione di esso. Quando i sociologi affrontano il tema amoroso partono sempre dalla corrente romantica, perché, anche se può sembrare banale, la concezione dell’amore odierna è data da una serie di avvenimenti storici che si sono susseguiti partendo dal pensiero romantico. Si è arrivati ad una normalizzazione dell’amore, quello che gli inglesi definiscono fall in love, l’amore che è capace di segnarefortemente un individuo. Esistono tre ipotesi etimologiche per la parola amore: dal sanscrito kama (desiderio, passione, attrazione), che consiste nel desiderare in maniera totale e viscerale; un’altra interpretazione fa risalire il termine al verbo greco mao (desiderio), da cui il latino amor, che indica un’attrazione esteriore, quasi animalesca, che è completamente separata dall’attrazione mentale e spirituale; l’ipotesi meno accreditata è la derivazione dal latino a-mors (senza morte), ad indicare proprio l’intensità estrema del sentimento, capace addirittura di “vincere” la morte. Entrambi i relatori protendono per l’ipotesi meno accreditata, sostengono la potenza dell’amore, la sua capacità di far sentire l’individuo protetto e di conseguenza immortale. Credono nell’ideazione di una dimensione altra, una sorta di alienamento, una dimensione che gioca tra amore e morte. Si parla infatti di serendipity, incontri casuali che cambiano la vitaL’amore è un sentimento talmente forte che traumatizza. Il trauma dell’amore, come tutti i traumi, è difficile da raccontare, tuttavia per poter continuare a vivere è necessario familiarizzarci e cercare di normalizzarlo. Esistono modi diversi per dominare, vivere, razionalizzare un sentimento così forte, ad esempio, la musica, l’arte, la poesia, le narrazioni. L’amore verso Dio, è indescrivibile (gli ebrei non possono parlarne), nella religione cristiana, lo si affronta, attraverso la parabola, quindi indirettamente. Gioca qui il dire non dire, è necessario riconoscere il limite del dicibile. Vengono prese in considerazione le diverse narrazioni illustri (musica, film arte) e si sceglie quella più adatta ad esprimere l’amore. Ne esistono diversi tipi: la filia (amore inteso come amicizia), l’amore religioso (quello gratuito, che si riceve semplicemente perché siamo esseri umani), l’amore incondizionato (professato senza aspettarsi nulla in cambio, altruistico e compassionevole), l’amore sessuale (prodotto dal desiderio carnale, verso l’altro).

Sant’Agostino nelle Confessioni: “Non amavo ancora, ma amavo di amare e con più profonda miseria mi odiavo perché non ero abbastanza misero. Amoroso d’amore, cercavo un oggetto da amare e odiavo la sicurezza, la strada esente da tranelli. Avevo dentro di me un appetito insensibile al cibo interiore, a te stesso, Dio mio, e quell’appetito non mi affamava, bensì ero senza desiderio di cibi incorruttibili, né già per esserne pieno; anzi, quanto più ne ero digiuno, tanto più ne ero nauseato. Malattia della mia anima […] Amare ed essere amato mi riusciva più dolce se anche del corpo della persona amata potevo godere. […] Quindi mi gettai nelle reti dell’amore, bramoso di esservi preso. […] Fui amato, raggiunsi di soppiatto il nodo del piacere e mi avvinsi giocondamente con i suoi dolorosi legami, ma per subire i colpi dei flagelli arroventati della gelosia, dei sospetti, dei timori, dei furori, dei litigi. Mi attiravano gli spettacoli teatrali, colmi di raffigurazioni delle mie miserie e di esche del mio fuoco.” Lui per comprendere e analizzare il suo amore trova rifugio nelle opere teatrali. Il modo di amare, che è soggettivo e cambia da individuo a individuo, è molto legato a come viene raccontato in famiglia, da nonni, dai genitori, dagli amici, si viene quindi condizionati dalle esperienze passate delle persone vicine. Questo accade perché si impara ad amare. Esiste anche una semantica che ce lo insegna (brucio d’amore) e ne differenzia le tipologie. In conclusione è stata affrontata la visione dell’amore portata avanti dalla società moderna è quella dell’amore liquido, vivere l’amore per l’amore in sé. Un amore emancipato rispetto ai luoghi, alle età e alla distinzione dei sessi. L’amore inteso come sentimento.