«Mi piacciono le sale di Palazzo Gagliardi, mi piace il clima che si respira al Festival Leggere&Scrivere. Apprezzo lo sforzo di promuovere un dibattito culturale che coinvolge e arricchisce il territorio: vuol dire che si può fare cultura ad alto livello anche lontano dalle grandi città». È una vera e propria dichiarazione d’amore per la nostra manifestazione quella di Carmine Pinto, scrittore nonché docente di storia contemporanea all’Università di Salerno.

Da qui il desiderio di ritornare a Vibo Valentia per presentare il suo ultimo lavoro La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti (Laterza). Afferma Pinto: «il libro affronta il modo in cui l’unificazione italiana ha conglobato il sud e come il Mezzogiorno ha influenzato questo processo. Da qui l’attenzione su una serie di attori: dagli unitari italiani, ai borbonici, ai briganti appunto. Si tratta di un contesto sociale, politico, culturale complesso».

È un’opera storiografica che ha colto entusiasmi alla stregua di un romanzo: «Non nascondo la soddisfazione, il libro ha avuto un riscontro positivo nel mondo accademico, ma anche tra il pubblico» osserva Pinto.

 «Al contrario di quanto si pensi – conclude Carmine Pinto – le persone hanno fame di storia, desiderano approfondire una serie di tematiche; ho avuto la stessa accoglienza e avvertito lo stesso livello di partecipazione, a nord come al sud, nelle grandi fiere del libro come nelle presentazioni in piccoli centri». Prossima tappa, il Festival Leggere&Scrivere.