Un dialogo vivace, brioso e al tempo stesso veritiero e a tratti amaro quello svoltosi questo pomeriggio al Festival Leggere&Scrivere tra Pino Aprile e Mimmo Gangemi, autori con Raffaele Nigro e Maurizio De Giovanni di Attenti al Sud (Piemme 2017).attenti al sud Gli scrittori Aprile e Gangemi, intervistati da Enrico De Girolamo, discutono, in chiave ironica e attuale, di un territorio caratterizzato da enorme bellezza e potenzialità ma tuttora spesso vittima di un giornalismo, come sottolinea Gangemi, e di un’opinione pubblica che ne rimandano “un’immagine distorta, ingenerosa e che fa male”. Il contributo di Aprile parte da Matera, città che è insieme “radice e sintesi di tutto quello che è sud, Mediterraneo, civiltà agricola”. Capitale della cultura 2019 eppure ancora oggi isolata e, come gran parte del meridione, non valorizzata a sufficienza, in primo luogo dai suoi stessi abitanti. Chi vive al sud in genere sembra riporre poco orgoglio nelle proprie bellezze e potenzialità: “non dite che abitate in un trullo” si usava dire in passato, e molti dei nostri tesori sono diventati tali solo dopo che turisti inglesi, francesi, tedeschi hanno preso a riscoprirli. Nonostante un certo pessimismo legato al fatto di vedere ancora i giovani andare via, è fondamentale riscoprire e ricordare le nostre ricchezze, la nostra cultura, tutto quel che qui è nato (per fare un esempio, archeologia e sismologia sono discipline nate nel meridione d’Italia ed esportate nel resto del mondo). Il messaggio più forte consiste proprio in questo: bisogna ricordare che l’idea di genocidio corrisponde a una serie di azioni volte a cancellare l’identità di un popolo. È necessario invece reagire, imparando dai vinti e dal passato e riappropriandosi con orgoglio della propria identità.