Antonio Padellaro: Almirante vs Berlinguer, rispetto e lealtà nella politica«Potete vederlo su Youtube: a distanza di anni la scena dell’arrivo di Giorgio Almirante a Botteghe Oscure a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer mette ancorai brividi e fa riflettere» ha iniziato così Antonio Padellaro a raccontare il suo libro al pubblico del Festival Leggere&Scrivere.

Il libro in questione è Il gesto di Almirante e Berlinguer (Paper First), che la firma de Il fatto quotidiano ha dedicato a una serie di incontri segreti che i leader del Pci e dell’Msi ebbero sul finire degli anni Settanta.

«I contenuti di questi incontri sono rimasti segreti, nel mio libro però ho voluto scrivere del contesto, e dei gesti: quest’ultimi in politica sono importanti, senza i gesti le parole non servono insieme» ha sottolineato Padellaro. Il contesto è quello della fine degli anni di piombo che vedono l’Italia dilaniata da stragi, terrorismo rosso, trame nere.

Il gesto è quello dell’incontro. Ha osservato Padellaro: «Quell’incontro nasce dal senso di consapevolezza di Berlinguer e Almirante riguardo la situazione del Paese.Un gesto che sottintendeva rispetto, senso di responsabilità e amicizia.Queste tre parole oggi sembrano uscite dal panorama politico».

L’attenzione cade sulla situazione attuale. Padellaro ha ammonito: «Io non sono di quelli che ‘quanto si stava bene una volta’. L’Italia di Berlinguer e Almirante era macchiata dal sangue; oggi viviamo altri problemi ma non c’è un’emergenza terroristica». Padellaro ha puntato il dito su un altro aspetto: «Una volta la classe dirgente si formava dal mondo delle professioni e viveva anni di milltanza poitica prima di assurgere a posizioni di potere».

Ancora Padellaro: « La comunicazione ha divorato la politica, anzi la politica è comunicazione fine a se stessa; quel che conta far clamore sui social». Un’ultima osservazione: «I cittadini vogliono capire, bisogna tornare all’antico, parlare di problemi concreti e non solo lanciare slogan. Oggi la lettura dei quotidiani è scesa di un terzo e c’è un astensionismo elettorale de 50%. I media e la politica a questo proposito si dovrebbero porre qualche domanda».