Adriano Giannola (Svimez) a Leggere&Scrivere: “Rispettare il parametro del 34% della spesa per investimenti nel Sud”  Il sindaco di Matera: “Non possiamo accettare la secessione dei ricchi”“Cosa dovrebbe fare il Governo per diminuire il gap tra Nord e Sud? In questa finanziaria può fare poco”. Lo dice Adriano Giannola, presidente Svimez, ospite alla prima giornata del festival Leggere&Scrivere, intervenuto al dibattito dal titolo “Emergenza Sud” insieme al sindaco di Vibo Maria Limardo – che ha introdotto l’incontro – e al primo cittadino di Matera Raffaello De Ruggieri.

“Va rispettato il parametro per cui la spesa ordinaria al Sud in conto capitale, senza i fondi strutturali, deve corrispondere al 34% della spesa nazionale”. Ha detto ancora Giannola aggiungendo che nel 2019 il prodotto interno del Nord è aumentato del 3%, mentre al Sud si è perso il 3%. “Se si spende al Sud – ha spiegato – l’effetto è molto più forte. Questo ci dice l’analisi econometrica realizzata da noi che ci pone davanti ad una strategia da adottare. Consideriamo che le regioni forti del Nord, paragonate con il resto d’Europa, stanno perdendo posizioni”.Adriano Giannola (Svimez) a Leggere&Scrivere: “Rispettare il parametro del 34% della spesa per investimenti nel Sud”  Il sindaco di Matera: “Non possiamo accettare la secessione dei ricchi” 2

Adriano Giannola (Svimez) a Leggere&Scrivere: “Rispettare il parametro del 34% della spesa per investimenti nel Sud”  Il sindaco di Matera: “Non possiamo accettare la secessione dei ricchi” 1Il rapporto Svimez 2019, infatti, fotografa una “recessione per il Mezzogiorno” dove tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni gli emigrati dal Sud. A raccontare un Sud non piegato su stesso ma operoso il sindaco di Matera De Ruggieri: “L’autonomia richiesta da alcune regioni del Nord certifica un egoismo territoriale – ha detto – si ritiene di utilizzare energie proprie a discapito di altri. Non possiamo accettare la secessione dei ricchi, come è stata definita. Matera, appunto, era l’esempio dell’arretratezza meridionale, definita la vergogna nazionale. Questo era Matera e non può esserlo il Mezzogiorno. Oggi invece – ha aggiunto – è diventato orgoglio di appartenenza manifestato poi nella designazione a capitale europea della cultura nel 2019. Abbiamo sconfitto tante città e credo che l’elemento partecipativo sia stato determinante, cittadini da comparse in protagonisti”.