tf-4ottobre-6

Una seconda giornata intensa per il TF Leggere&Scrivere, ricca di spunti per riflettere di Calabria e intorno ad essa. Una terra difficile, a volte distante, ma sensibile e ricca, capace di grandi slanci. Anche spesso “vittima” di pregiudizi negativi. Che emergono quasi sempre nei racconti che si fanno di questa terra, legati troppo spesso alla cronaca nera. Stereotipi creati sul popolo calabrese, e che spesso la stampa alimenta in maniera ingiustificata. È giusto geolocalizzare il delitto con il colpevole? Ne hanno parlato al TF Leggere&Scrivere, quest’oggi oggi Giuseppe Smorto, vicedirettore di la Repubblica, e Alessandro Russo, giornalista e autore di “Marchiati 2.0”(Sabbiarossa, 2016). Secondo Smorto,, calabrese anch’egli, reggino d’origine, bisogna partire dai dati oggettivi sulla Calabria. Il vicedirettore de la Repubblica, quotidiano che vende ogni giorno oltre 300mila copie, definisce una certezza «l’alto tasso di criminalità accertato in regione» ma ciò spesso «oscura le notizie sulla Calabria positiva». C’è rassegnazione, dice Smorto, su alcune aree del Sud. Come se fossero perdute. Cita un esempio: «dopo un’inchiesta di la Repubblica sui maltrattamenti a scuola, un giornalista scrive che non si era in Barbagia (zona montuosa e impervia della Sardegna), ma a Roma e a Milano. Bene, il direttore del giornale Mario Calabresi ha chiesto allo stesso giornalista di scusarsi pubblicamente. Mi sarei arrabbiato anche io se avesse parlato dell’Aspromonte». Trasmettere le buone pratiche, sta in questo la chiave di lettura. Per esempio, «il nuovo museo archeologico di Reggio Calabria: abbiamo dedicato al museo reggino la copertina del settimanale “Venerdì”, il New York Times viene per un servizio». Smorto cita altri esempi che evidenziano un cambiamento di rotta, la Sicilia che non è più sotto scacco delle cosche; la rivoluzione culturale condotta da Saviano contro lo strapotere dei Casalesi.

Ancora, dice Smorto, «pensate all’Aspromonte dei sequestri, la madre di Cesare Casella (rimasto per 743 giorni nelle mani dell’anonima sequestri calabrese) che si incatena a Locri per chiedere la liberazione del figlio. Oggi questo non accadrebbe più. Poiché le cose sono cambiate in meglio». «E’ vero -aggiunge il vicedirettore di Repubblica -esiste lo stereotipo. Ed i media sembrano disinteressarsi del nostro essere calabresi. Drammatico è lo stereotipo che molte volte si genera, ma l’unico modo di uscirne è trasmettere immagini positive. Bisogna lavorare su di noi, sulla nostra cultura e coscienza quotidiana per rivalutarci ed essere rivalutati. Poi, certo, ci sono gli errori, la semplificazione, che capitano, soprattutto a chi fa il nostro mestiere». Il giornalista Russo chiede «perché i giovani rimangono?». Smorto riporta la celebre scena del film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore nella quale Philippe Noiret consiglia al ragazzo di «partire e non tornare. Bene – dice – ora vai, impara e torna!».

E sempre di Calabria si è continuato a discutere anche negli altri incontri previsti per questa seconda giornata del TF Leggere&Scrivere. “Fronte dell’industria: Le imprese calabresi sul Fronte Europeo”, è stato il primo degli appuntamenti che ha interessato un pubblico fatto in maggioranza di studenti, in cui Florindo Rubbettino, Fortunato Amarelli e Domenico Maduli hanno discusso circa le realtà industriali calabresi di successo nel contesto imprenditoriale nazionale ed europeo. In questo frangente, sono state raccontate le storie e le esperienze di imprenditori e imprese e come esse oggi affrontano la globalizzazione e la concorrenza in un mercato unico senza confini. Di territorio vibonese, invece, protagonista di questa quinta edizione del TF Leggere&Scrivere, si è discusso con Maria D’Andrea, autrice insieme a Gian Piero Givigliano di “Insediamenti e Paesaggi dalla preistoria al tardo antico sul Monteporo”, (AdHoc ed., 2015), lavoro nato nell’ambito di una ricerca avviata presso il Laboratorio di Cartografia storica (HiCal Dipartimento LISE) dell’UNICAL, che raccoglie ed esamina, per la prima volta, tutti i siti archeologici conosciuti sul Monte Poro e lungo la costa, dalla preistoria al tardoantico, che si propone, seppur in maniera non definitiva, come strumento scientifico al servizio degli specialisti, e allo stesso tempo come catasto dei siti, utile e funzionale per l’archeologia preventiva. Non sono mancati anche dei momenti più “leggeri”, con il saluto al Festival dalle delegazioni studentesche provenienti da Bulgaria, Spagna, Turchia, Romania e Slovacchia nell’ambito del progetto Erasmus + “Forensics and Creative Theatre dell’ IIT “G. Malafarina” di Soverato. Un confronto, sostenuto da uno spirito fortemente creativo, tra diverse culture, nel corso del quale si è trovato anche lo spazio per una interessante quanto simpatica esibizione di un giovane studente. E sempre di territorio e di regione Calabria si è parlato con “Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1861-1865)” (Mondadori, 2016), libro di Giuseppe Ferraro che affronta il crollo del Regno delle Due Sicilie e l’unificazione italiana, che segnarono per le province meridionali un periodo di diffusa instabilità. Vecchie e nuove problematiche si fusero rendendo l’amministrazione di gran parte di questo territorio difficile per i primi governi italiani. La classe dirigente liberale dell’epoca cercò di rimediare alla diffusa instabilità e conflittualità inviando nel Mezzogiorno prefetti, funzionari, militari di origine settentrionale per rafforzare in tal modo l’unificazione appena raggiunta.

Il ricco programma del Tropea Festival Leggere&Scrivere continuerà poi nel pomeriggio. Tra gli appunta,enti più attesi, “Previsione degli eventi naturali estremi e prevedibilità del rischio”: Antonello Scalamandré converserà con Emanuela Guidoboni e Vito Teti autori del libro “Prevedibile/Imprevedibile” (Rubbettino, 2015) e con Carlo Tansi, responsabile regionale della Protezione Civile. Alle 18, Mario Oliverio, Pino Citrigno, Paride Leporace presenteranno il nuovo progetto della Calabria Film Commission. Ed alle 19 Nuccio Ordine presenterà “Classici per la vita. Una piccola biblioteca ideale” (La nave di Teseo, 2016).