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Il docente si mostra critico nei confronti delle scelte della politica: “La Buona Scuola la fanno i buoni professori”

Qual è il destino della scuola e dell’ istruzione? Se n’ è discusso al Tf Leggere&Scrivere con il docente universitario Nuccio Ordine dinnanzi ad una folta platea di studenti e cittadini. A presentarlo, Ivano Tuselli.

Scuole che cadono a pezzi, docenti che faticano ad entrare nel mondo della scuola, un esercito di precari. “Eppure – sottolinea Ordine – si punta alla scuola digitale”. Strumenti sperimentati in Inghilterra e Francia vent’anni fa ma che, invece di incidere positivamente sugli studenti, hanno favorito le multinazionali.

La Buona Scuola non la fanno le lavagne luminose e le ultimissime tecnologie, “la fanno solo ed esclusivamente i buoni professori”. E i classici, naturalmente.

In alcuni paesi la scuola è un mondo dove sperimentare la libertà del pensiero, un presidio di legalità. Si pensi a paesi come Rosarno e San Luca, dove si tendono a lasciare aperti gli istituti anche nei pomeriggi, per consentire ai ragazzi di incontrarsi e svolgere attività extracurricolari in ambienti sani: “Invece oggi – preciserà Nuccio Ordine -il mestiere di insegnante è disprezzato dalla nostra società”. La cosa migliore non è la Riforma, presentata come la panacea di tutti i mali. Non rappresenta la strada giusta da percorrere: “E’ la qualità dei professori che rende buona la scuola”.

“Alternanza scuola-lavoro” è una parola vuota, a giudizio del docente universitario: “Un giovane studente dovrebbe essere come una spugna capace di assorbire. Se non ha persone creative, la scienza non ha futuro. Verrebbero fuori solo burocrati”. Gli studi umanistici non sono qualcosa di superato, i classici hanno ancora tanto da dire per quanto riguarda l’arte di vivere.