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«Oggi in tv, la verità è stata sostituita con l’audience. Oggi più che la qualità, si guarda alla quantità. Si tenta di informare il pubblico, lusingarlo ed intrattenerlo: è l’infotainment. Tanto che Barbara D’Urso è diventata una giornalista». E’ un Carlo Freccero in ottima forma, quello intervenuto alla sesta ed ultima giornata del TF Leggere&Scrivere, il quale, di fronte ad un variegato, numeroso ed attento pubblico, ha tenuto una lectio magistralis su “La TV tra presente e futuro: differenza tra informazione e comunicazione ”. «Viviamo in una società multimediale – ha spiegato l’autore televisivo ed esperto di comunicazione Freccero – dove insieme convivono passato presente e futuro». Dove il passato è la carta stampata, «che appartiene ad una società non connessa. Il cui ritardo, però, nell’informazione, ha permesso il codice etico del giornalista: la ricerca della verità della notizia». Mentre nella Tv, si è già un passo in avanti, non permettendo più i tempi per la ricerca del vero, lo studio, l’approfondimento. «La tv – ha continuato l’opinion maker – non solo crea le notizie, ma anche l’agenda delle notizie». Gli esempi non sono mancati: cronaca rosa e cronaca nera, ormai regolano il palinsesto di ogni Tg, fino a sentire attori, showgirl ed altro, magari, esprimersi e commentare i grandi temi che regolano il mondo, come l’economia e la politica estera. Ma l’ultimo colpo inferto al giornalismo, «ormai sempre più limitato», secondo il parere di Carlo Freccero, «arriva proprio da internet, che agli esordi si era imposto come controinformazione, finendo però di mostrare tutti i sui limiti, facendo spazio allo sviluppo dei Big Data, cedendo all’informazione commerciale». Ed infine Twitter, «l’equazione della semplicità, che santifica ciò che siamo diventati: degli enunciatori. La vittoria del pensiero semplice, sempre meno articolato. Di fronte alla complessità della condizione odierna, nessuno pensa più di capire qualcosa, ma pensa invece a far battute in 140 caratteri o poco meno». Questa prima parte della sesta giornata del TF Leggere&Scrivere si aperta con la proiezione del film “La Bugia bianca” di Giovanni Virgilio. Per lasciare spazio alla presentazione de “La felicità dell’attesa” (Mondadori, 2015), romanzo di Carmine Abate, un’indagine narrativa corale che ha il passo serrato di un giallo, ma che è soprattutto un appassionato apologo sulle partenze e i ritorni, sugli strappi e i sotterranei legami tra le generazioni, sui tempi della vita e sull’amore che può sopravvivere alla morte. Giancarlo Parisi, autore di “Processo alle fotografie. Realtà e postproduzione, una battaglia senza fine” (Leonida, 2015), ha conversato, poi, con Giuseppe Bova sull’interrogativo centrale per ogni spettatore: ha senso discutere dell’alterazione di un’immagine fotografica? La prima mattinata si è conclusa con la presentazione de “Il pesce. Come conoscerlo, amarlo, pescarlo e cucinarlo senza guasti per le specie ittiche, per noi e per l’ambiente” (Slow Food Editore, 2015), di Silvio Greco al quale si è affiancato lo chef Bruno De Francesco per la preparazione dal vivo di una tartare di pesce. Tra gli ospiti ed eventi più attesi del pomeriggio, si ricorda Geronimo Stilton che presenta lo spettacolo “Grande Ritorno nel Regno della Fantasia 2”, Gioacchino Criaco per la presentazione in anteprima nazionale “Il saltozoppo” (Feltrinelli, 2015), Aldo Nove con il suo  “Un bambino piangeva” (Mondadori, 2015), Flavio Giurato e “La scomparsa di Majorana” (2015), per finire con “Le meraviglie del mondo antico”, lectio magistralis di Valerio Massimo Manfredi.